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OSCAR

SALTA SULLE SEDIE LASCIA ESPLODERE LA SUA GIOIA PER UNO DEI CAPOLAVORI CHE GLI HA PERMESSO DI VINCERE L'OSCAR! E CHE HA REGALATO ALL'ITALIA UN ENNESIMA EMOZIONE!

   

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"LA VITA E' BELLA" di Roberto Benigni, vincitore di 53 premi fra i quali premio speciale della giuria Festival di Cannes 98, 5 nastri d'argento, 4 globi d'oro, 9 David di Donatello, biglietto d'oro, premio Amidei per la sceneggiatura, Premio Fellini, 2 European Film Award,Oscar Europeo a Londra, Premio del pubblico al Festival di Toronto e Montreal, premio speciale al Festival di Gerusalemme,5 Ciak d'oro, 3 PREMI OSCAR 1999

 

 

9 David di Donatello

luglio 1998

 

 

Miglior film: La vita è bella di Roberto Benigni

Miglior regista: Roberto Benigni per La vita è bella

Miglior Regista esordiente: Roberta Torre per Tano da morire

Miglior produttore: Elda Ferri e Gianluigi Braschi per La vita è bella

Migliore attrice protagonista: Valeria B. Tedeschi per La parola amore esiste

Migliore attore protagonista: Roberto Benigni per La vita è bella

Migliore attrice non protagonista: Nicoletta Braschi per Ovosodo

Migliore attore non protagonista: Silvio Orlando per Aprile

Migliore direttore della fotografia: Tonino Delli Colli per La vita è bella

Migliore musicista: Nino D'Angelo per Tano da morire

Migliore scenografo: Danilo Donati per La vita è bella

Migliore costumista: Danilo Donati per La vita è bella

Migliore montatore: Jacopo Quadri per Teatro di guerra

Migliore fonico di presa diretta: Tullio Morganti per Ovosodo

Migliore cortometraggio: La matta dei fiori di Rolando Stefanelli

Migliore film straniero: Full monty di Peter Cattaneo

David scuola: La vita è bella di Roberto Benigni

David speciale alla carriera: Tullio Pinelli

 

Nastri d'argento

aprile 1998

 

 

Regista miglior film italiano : Roberto Benigni per La vita è bella

Miglior soggetto: Roberto Benigni - Vincenzo Cerami per La vita è bella

Migliore sceneggiatura: Roberto Benigni - Vincenzo Cerami per La vita è bella

Miglior attore protagonista: Roberto Benigni per La vita è bella

Migliore attore non protagonista: Giustino Durano per La vita è bella

Miglior regista italiano esordiente: Roberta Torre per Tano da morire

Migliore attrice non protagonista: il cast femminile di Tano da morire

Migliore musica: Nino D'Angelo per Tano da morire

Migliore attrice protagonista: Francesca Neri per Carne tremula

 

 

 

Hanno assistito alla Prima TV del film oltre 16.000.000 di telespettatori, con uno share pari al 53.47 per cento, è un record assoluto, che fa del premio Oscar 1998 il film più visto in tv di tutti i tempi. Il film italiano di più grande successo della fine dell'ultimo millennio (tre Oscar, un premio a Cannes, solo per citare i premi più ambiti portati a casa), è l’esempio di come per fare un capolavoro a volte non sia necessario un grande regista. La produzione infatti ha messo al servizio di Benigni il meglio : un’ottima storia di Vincenzo Cerami, le sempre adatte musiche di Nicola Piovani (Premio Oscar per questo film), una fotografia adattissima che rievoca atmosfere d’altri tempi (in particolar modo nella prima parte), i costumi e una scenografia curatissimi e frutto di un lavoro di produzione impressionante e della bravura di Danilo Donati (consiglio di visionare i making of del DVD per rendersi conto della cura maniacale con cui il tutto è stato realizzato). Benigni ci ha messo il resto con una interpretazione delle sue . . . , ed il risultato è stato il film della sua vita. La storia, che chiaramente si divide in due parti ben distinte, ambientata nel bel mezzo del regime fascista, racconta le vicende di Guido Orefice, toscano ed ebreo, che si innamora della maestrina Dora (interpretata dalla compagna di Benigni, Nicoletta Braschi), già promessa sposa ad un funzionario di partito. La prima parte del film, una storia d’amore, è dinamica, allegra e spensierata, con i divertenti incontri apparentemente casuali tra Guido e Dora, memorabile l’esclamazione che è entrata addirittura nel gergo americano: “Buongiorno Principessa !!!” (Mi è capitato di conoscere delle ragazze americane che l’unica frase che conoscessero in italiano fosse appunto “Buongiorno Principessa !!!” …). La seconda parte del film, una tragedia sui generis, si fa invece più cupa nel Lager di sterminio ebraico (un ambiente completamente costruito appositamente per il film), dove vengono rinchiusi Guido e Dora che intanto si sono sposati ed hanno avuto un simpatico bambino di nome Giosuè. La madre è costretta a stare lontana dal figlio e dal papà, e dal rapporto tra Guido e il figlio avviene la trasfigurazione della tragedia in gioco fantasioso. Quando la realtà si dimostra assurda e insopportabile ( ed è questo che accade nel genocidio), l’unico modo di sopravvivere è ricorrere alla fantasia ed all’ironia, ed è questa la lezione che il padre vuole dare al figlio, quando gli fa credere, che quel luogo in cui sono stati portati in treno, è una sorta di gioco collettivo in cui chi resiste avrà in premio un vero carro armato. Credere fino in fondo ad un mondo di fiaba (ed è questo che crederà Giosuè fino alla fine), trasformerà alla fine il mondo vero, l’incubo, nella sua trasfigurazione frutto della fantasia. Il fanciullo passerà indenne tra le rovine dell’incubo con il suo premio.

recensione di Arancia

 

 

"Mi sembra di essere in un sogno. Non mi monterò la testa ve lo prometto"